L’associazione
e la pet-therapy
La nostra Associazione, coadiuvata da operatori del settore
si occupa dell’istruzione, dell’educazione e dell’addestramento
dei cani.
Per esercitare qualsiasi tipo di attività con il cane
è necessario che esista un buon rapporto cane-conduttore;
non solo, per una buona convivenza con il cane è necessaria
una buona educazione del nostro beniamino. Per ottenere questo,
sono importanti alcune regole di vita, chiare e coerenti;
l’affermazione dei ruoli e gerarchie precisi e l’esecuzione
corretta di alcune regole, costituiscono la base essenziale
di un rapporto destinato a migliorare negli anni. E’
indispensabile iniziare a stabilire una relazione equilibrata
fin da cucciolo. Molto comunque si può fare per il
nostro amico a quattro zampe anche se entra nella nostra vita
quando è più grande. La cosa principale è
non scordarsi mai che il cane “non è” un
essere umano.
L’istruzione alla condotta è, in ogni caso, la
“ scuola dell’obbligo” di ogni cane. Istruire
il nostro cane significa far acquisire al nostro compagno
una serie di comportamenti che ci aiuteranno a trascorrere
un’ottima convivenza, sia con il nostro migliore amico,
che con le persone che ci circondano nell’ambito della
società civile.
Non bisogna comunque pensare ad un’istruzione troppo
rigida che utilizza sistemi “coercitivi”, ma nemmeno
ad una troppo permissiva, in entrambi i casi si potrebbe compromettere
la prospettiva di creare un’amicizia profonda e duratura
con il nostro cane, e creare invece un grosso problema.
Il cane inizia la sua attività con il gioco, mai con
forza, così poco alla volta imparerà esercizi
di condotta, di richiamo e di attesa, seduto o terra.
Alla base di una buona istruzione, educazione e addestramento
del cane il nostro centro si pone l’obiettivo di creare
un buon rapporto cane-conduttore, o cane-proprietario, con
un programma di lavoro individuale; dopo, cioè, aver
valutato le caratteristiche del cane e il rapporto già
instaurato col proprietario.
Agli animali si può insegnare, dagli animali si può
imparare!
L’associazione inoltre si pone diversi obiettivi sociali
e culturali, quali la divulgazione della Pet-Therapy e lo
sviluppo di progetti di Zooantropologia didattica, sul territorio
in cui opera.
Il Centro Cinofilo attivo sul territorio della provincia di
Reggio Emilia ha già realizzato due progetti di Pet-Therapy
presso la casa di riposo, e un progetto di Zooantropologia
didattica presso la Scuola Elementare di Bagnolo in Piano,
oltre ad un progetto con l’Amministrazione Comunale
sull’abbandono dei cani.
Pet-Therapy:
definizione e storia
Viene
definita pet-therapy quella azione di supporto effettuata
in campo sociale e/o medico, integrata alle situazioni già
esistenti, diretta a migliorare la qualità della vita
dell’uomo, svolta in collaborazione con un animale da
compagnia. L’azione dell’animale può essere
di presenza, di interazione, di servizio. Lo sviluppo dei
benefici scaturiti dall’attaccamento dell’uomo
e il cane è una delle ultime scoperte scientifiche
che conferma la validità e l’efficacia di questa
co-terapia. La storia della pet-therapy ha origini lontane,
ecco alcune delle tappe principali:
1792 – In Inghilterra, William Tuke,
che si occupa di pazienti con disturbi mentali, intuisce l’importanza
della presenza degli animali nella struttura psichiatrica.
Si prodiga affinché i pazienti se ne prendano cura.
Registra un miglioramento dell’autocontrollo e dei rapporti
umani.
1875 – Il medico francese Chessigne
prescrive l’equitazione a pazienti con problemi neurologici
per migliorare l’equilibrio e il controllo muscolare.
1953 – Lo psicoterapeuta infantile
Boris Levinson scopre fortuitamente l’azione positiva
della compagnia di un animale su un bambino con comportamenti
artistici e inizia le prime ricerche sugli effetti degli animali
da compagnia in campo psichiatrico.
1977 – Erika Friedman, ricercatrice
americana, rivela che esiste una correlazione positiva tra
la sopravvivenza e il possesso di animali in persone che hanno
superato un infarto cardiaco. Iniziano le prime ricerche che
verificano le potenzialità del rapporto uomo-animale
familiare nel ridurre l’ipertensione e il rischio di
infarto cardiaco.
1995 – L’istituto Zooprofilattico
Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise – IZSAM
– partecipa alla conferenza internazionale sulle interazioni
tra uomo e animali che si tiene a Ginevra.
La
Normativa oggi.
Il
28 Febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato la normativa
sulla Pet-Therapy. Si tratta di un fatto unico per quanto
concerne le norme sugli animali, in modo particolare per il
loro benessere.. Si tratta infatti di un “codice”
per la salute degli animali, che riconosce per la prima volta
ai piccoli animali una capacità “terapeutica”,
la così detta Pet-Therapy. Le disposizioni contenute
nel decreto, hanno l’obiettivo di promuovere iniziative
rivolte a favorire una corretta convivenza tra le persone
e gli animali da compagnia nel rispetto degli animali stessi,
assicurandogli una serie di minimi diritti: essere alimentati
in modo adeguato, avere la possibilità di un giusto
esercizio fisico e di riprodursi senza rischi. E per chi non
rispetta le nuove norme sono previste sanzioni penali. Spazi
più ampi nei canili, che dovranno adeguarsi entro due
anni dall’entrata in vigore della legge. Per quanto
riguarda la Pet-Therapy, la legge stabilisce che non potrà
essere improvvisata e che ad organizzare l’assistenza
dovrà essere personale specializzato. Un’altra
innovazione è l’introduzione di una “tassa”
per il benessere degli animali. Viene i9nfatti stabilito che
il 5% di quanto guadagnato con gli animali (esposizioni, corse…),
deve essere utilizzato per la tutela e il benessere degli
animali. Le risorse potranno essere devolute dalla Regione
a associazioni che si occupano di animali.
La
Pet- Therapy
Nata
negli Stati Uniti, è da diversi anni praticata in alcuni
centri del nostro paese ma senza riconoscimenti. Molto hanno
fatto volontari di varie associazioni, solo grazie all’amore
e alla passione per gli animali.
Letteralmente Pet-Therapy significa “terapia con animali”
, viene chiamata anche terapia dolce e prevede l’utilizzo
di animali per migliorare la qualità della vita delle
persone e mira a seguire il soggetto problematico e non tanto
il problema o la malattia, in tal modo l’animale diventa
il ponte invisibile tra operatore e soggetto seguito.
La Pet-Therapy si suddivide in:
1. T.A.A. Terapia Assistita con Animali, che risulta essere
una terapia vera e propria rivolta a persone con problemi
fisici e/o psichici, da affiancare ad altre cure, dove viene
precedentemente fatto un progetto individualizzato da seguire,
che prevede la scelta dell’animale in base allo scopo
da raggiungere e la presenza di una equipe multidisciplinare
che collabori a tale progetto ( psicologi, veterinari e esperti
in addestramento). Le finalità di questa attività
sono di tipo sanitario.2. A.A.A. Attività Assistita
con Animali, che mirano a migliorare la qualità della
vita delle persone in situazioni di disagio, in quanto l’animale
risulta essere un perfetto tramite per lo sviluppo delle relazioni.
L’obiettivo in questo caso è di sostegno.3. La
Pet-Therapy viene utilizzata anche a livello ludico (gioco),
per la socializzazione. Per favorire la comunicazione e per
lo sviluppo e/o potenziamento delle responsabilità
e dell’autostima.
L’animale in sé è un “catalizzatore”
sociale capace di creare situazioni positive e rilassanti;
cane, gatto, cavallo, delfino (e non solo) sono gli animali
più conosciuti che svolgono un importante ruolo nei
confronti di persone con disabilità fisica.
Il
“cane”, in particolar modo, è il soggetto
preferito dai seguaci della Pet Therapy; come cane sociale
per migliorare le condizioni psichiche e/o fisiche di bambini,
adulti, anziani; come cane di servizio per aumentare la mobilità
delle persone con limitazioni fisiche, come cani da passeggio
per persone cieche o sorde.
Il cane è l’animale che maggiormente interagisce
con l’uomo, ma è anche l’animale che meglio
di ogni altro riesce a stabilire con l’uomo un legame
intenso e duraturo. Le razze impiegate sono diverse, meticci
compresi. Non esiste alcuna discriminazione di razza ma esistono
degli indici di attenzione nei confronti dell’indole
del soggetto, che non debbono essere sottovalutati.
Gli animali nostri alleati
L’uomo e il cane vivono sullo stesso pianeta e tra essi
vi è interscambio comunicativo. Sempre più stretto
è il legame di interazione “ familiare”
in cui anche il cane viene considerato membro; non è
più un caso notare come equilibri familiari vacillanti
a causa delle modificazioni strutturali nei comportamenti,
si ripristinano inserendo nel contesto del gruppo-famiglia
l’animale domestico, il quale andando a ricoprire lo
spazio lasciato vuoto dall’elemento mancante, lo colma
donando interesse e stimoli.
Perché tutto questo?
Il cane ha una buona capacità istintuale e pertanto
non mette in atto meccanismi psicologici difensivi quali la
negazione o la falsificazione ma propone sempre con il mondo
rapporti diretti, veri e lineari.
Non interpreta, ne falsifica.
E’ sociale, ama vivere in compagnia.
I cani hanno la facoltà di saper leggere il linguaggio
corporeo ( espressione del viso, atteggiamenti….) e
di percepire, attraverso le produzioni ormonali, i diversi
stati emotivi dell’altro.
E’ libero e spontaneo nel contato fisico. Questa spontaneità
nelle interazioni fisiche favorisce ed aumenta le stimolazioni
dei sensi. Non dimentichiamo che Pet in inglese significa
qualcosa di “morbido” da accarezzare e pertanto
l’animale è una buona fonte addizionale di intimità
e calore.
Ama giocare. Giocando con il cane i ragazzi hanno modo di
esprimere la loro vivacità ricavandone sensazioni benefiche
ed hanno modo di arricchire la loro comunicazione gestuale
e tattile.
E’ un utile facilitatore sociale in quanto con i suoi
movimenti attira l’attenzione della gente su di sé
aumentando i contatti fra le persone.
Attitudini naturali del cane nel rapporto psico-terapeutico
La docilità.
E’ la predisposizione ad accettare l’uomo come
superiore gerarchico. Il cane essendo un animale di gruppo
instaura relazioni di dipendenza.
La socievolezza.
E’ la capacità di inserirsi naturalmente in qualsiasi
ambiente, di comunicare con chicchessia senza esitazione,
timori, paure, preoccupazioni o ansia.
Buon temperamento e tempra.
E’ la capacità di reagire e resistere agli stimoli
esterni di qualsiasi natura con buon intensità e velocità.
Curiosità.
E’ la capacità di interessarsi in modo del tutto
naturale all’esplorazione di ambienti e territori nuovi.
Vigilanza.
E’ la sensibilità di avvertire situazioni esterne
pericolose.
Progetto e applicazione della pet-therapy
Le
esperienze esterne hanno prodotto una serie di ricerche scientifiche
in campo scolastico con risultati molto incoraggianti. Sono
stati condotti studi accurati nelle scuole di ogni ordine
e grado, a partire dalle materne. Gli obiettivi erano tesi,
tutti, al miglioramento della qualità della vita e
della conoscenza degli studenti.
Tale attività ha avuto notevoli riscontri anche all’interno
di case di riposo.
Per la realizzazione di tali progetti è necessaria
un’adeguata preparazione degli operatori (pet) e di
una giusta educazione del nostro amico a quattro zampe. La
preparazione degli animali viene effettuata da personale competente
nel centro di addestramento.
Progetto
presso il centro addestramento
Le famiglie di bambini o persone con handicap interessate
a frequentare il centro cinofilo saranno seguite con un programma
adeguato ed individualizzato, da istruttori con esperienza
maturata in questo campo.
Nel caso in cui possiedano il cane saranno guidate nel percorso
di addestramento all’obbedienza, e se necessario anche
nella scelta del cane.
Le attività saranno sia individuali che di gruppo per
meglio favorire la socializzazione dei ragazzi più
chiusi.
All’interno della struttura si realizzerà un
ampio spazio giochi per bambini, utilizzabile nei momenti
di pausa dell’addestramento.
Progetto scuola
Entrare nelle scuole significa favorire una conoscenza elementare
sulla storia, la scienza e la geografia del cane.
Entrare nelle scuole significa fornire elementi di base per
una corretta educazione sia umanitaria che sanitaria nei confronti
del cane.
Per realizzare un progetto di questo tipo è necessario
seguire un percorso didattico e formativo in collaborazione
con le insegnanti. Le materie interessate sono:
- Storia - la storia del cane, dal lupo ad oggi;
- Scienze - vivere con il cane (comportamento da tenere, pulizia,
alimentazione);
- Geografia – le razze canine.
Oggi nelle nostre scuole, sono numerosi i ragazzi che, per
svariati motivi evidenziano uno scarso sviluppo della sfera
affettiva della personalità. Il rapporto con gli animali,
nel nostro caso, il cane, produce notevoli benefici e promuove,
senza dubbio, un aumento della motivazione alla frequenza
e allo studio.
Nelle classi con bambini portatori di handicap, o con bambini
che hanno difficoltà nella socializzazione, si trovano
miglioramenti. I progetti da sviluppare in questo caso dovranno
essere seguiti da un gruppo di persone specializzate, psicologi,
veterinari e addestratori.
Il cane entra nella scuola solo dopo aver accertato che non
vi siano bambini con allergie particolari e che non abbiano
sviluppata una esagerata paura dell’animale.
Dopo di che si cercherà di instaurare un buon rapporto
cane-bambini, per suscitare interesse intorno alle capacità
del cane e per farne apprezzare l’intelligenza, la disponibilità
e l’utilità.
Progetto casa di riposo
Altra esperienza di particolare valenza sociale è l’avvicinamento
del cane nelle case di riposo, puntando l’interesse
su chi rimane più spesso ai margini. Il cane si rivelerà
il mezzo per costruire una vera amicizia. Portare il cane,
ben educato, tranquillo, all’interno della struttura,
farlo conoscere, sollecita interessi e favorisce la socialità.
Ovviamente anche in questo caso, il progetto dovrà
essere realizzato con la collaborazione di personale specializzato,
sanitario e tecnico.
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